mercoledì 5 aprile 2017


mercoledì 08 ottobre 2014
Giovanni Pileri: «Piano casa da prorogare»
I Riformatori annunciano un incontro in Gallura con operatori e tecnici dell’industria delle costruzioni.
OLBIA. Nel dibattito sul Piano casa intervengono anche i Riformatori che annunciano un incontro in Gallura con operatori e tecnici del settore delle costruzioni. In trincea il coordinatore gallurese Giovanni Pileri: «L'economia della Sardegna langue, nessun intervento pubblico, il 90% dei Piani urbanistici comunali fermi al palo, piccole imprese penalizzate da norme e burocrazia: in un contesto così preoccupante la legge sul Piano casa rappresenta, seppur tra mille difficoltà burocratiche che andrebbero superate, una delle poche certezze di lavoro per i sardi. Per questo chiederemo con forza la proroga introducendo caso mai delle semplificazioni».
L’intervento di Pileri segue di qualche giorno il dibattito in Consiglio Regionale. «Condividiamo pienamente – dice il coordinatore gallurese – la posizione assunta in aula dal gruppo dei Riformatori a favore della proroga e contro la mozione che, in luogo della proroga, prevede una totale rivisitazione dell'attuale normativa vigente».
Ne discende un giudizio sostanzialmente positivo sulla legge 4 del 2009, modificata nel 2011. «Non è certo una legge perfetta – dice Pileri – ma comunque ha rappresentato uno strumento che senza consentire nuovo consumo di territorio in aree vergini, con le oltre 30mila domande relative a piccoli interventi, ha consentito il mantenimento di migliaia di posti di lavoro nel settore dell'edilizia, dell'impiantistica, dell'artigianato e delle professioni in genere. Ora la solita demagogia di una parte del centrosinistra e non solo, fuori tempo e fuori contesto rischia di creare danni irreparabili. Fuori tempo poiché in contrasto con la visione moderna e dinamica del suo stesso leader Matteo Renzi. E anche fuori contesto perché pensare di censurare gli interventi di riqualificazione nella fascia dei 300 metri dal mare non è dettato da criteri urbanistici e di salvaguardia ambientale, ma solo demagogici. Infatti, attualmente, la norma è già piuttosto restrittiva proprio per quanto riguarda gli interventi in tale zona».
fonte la Nuova Sardegna

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