martedì 27 marzo 2018



I RIFORMATORI: "VOLUMI IN ZONA F"

Con gli emendamenti alla Legge urbanistica chiesto il 10% in più per hotel e case.






OLBIA. Le ragioni della Gallura sotto forma di emendamenti alla nuova legge urbanistica. I Riformatori li presenteranno in aula e tra la gente. Chiedono che negli edifici che si trovano nelle zone F turistiche, congelate dal Ppr, possano essere realizzati interventi di ristrutturazione e ampliamenti volumetrici del 10%. Secondo una ricerca dei Riformatori il 75% degli immobili sulla costa, come per esempio le ville della Costa Smeralda, sono datati tra il 1965 e il 1985. Un’età media tra i 40 e i 60 anni. «La nuova legge non può essere semplicemente legata a numeri, parametri e metri cubi che dovrebbe derivare invece da un “piano strategico per lo sviluppo turistico” invertendo la concezione in base alla quale sviluppo o strategie devono adattarsi a una normativa sempre più contorta», spiega il coordinatore gallurese Giovanni Pileri. 
Secondo Pileri la legge urbanistica varata dalla Regione è restrittiva. «È paradossale l’attacco quotidiano fatto dagli alleati all’assessore Cristiano Erriu sulla parte della legge che consente l’adeguamento delle strutture alberghiere agli standard internazionali – aggiunge –. Noi siamo invece dell’opinione che la legge sia piuttosto restrittiva e in parte sostenuta da una filosofia demagogica. Soprattutto perché non prevede la riapertura dei termini del Piano casa per le zone turistiche, che ha rappresentato negli ultimi anni l’unica fonte di lavoro per le migliaia di piccole imprese sarde, nel rispetto dell’ambiente e con un irrilevante consumo di territorio». Da qui la richiesta di interventi di restyling e nuovi volumi. «Ci sono edifici obsoleti, non adeguati alle nuove normative sul risparmio energetico, con problemi di natura statica ed igienico sanitari – aggiunge Pileri –. Inserire nella legge urbanistica limitati interventi di ristrutturazione e riqualificazione nelle zone turistiche F rappresenti la chiave e la scintilla per il rilancio dell’economia delle media e piccole imprese. La riqualificazione del patrimonio immobiliare, esteso alle zone turistiche deve consentire con limitatissimi incrementi volumetrici intorno al 10 per cento di attuare interventi generalizzati di ristrutturazione sugli immobili esistenti».